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Sowa Rigpa: l’interdipendenza, i cinque elementi e l’arcobaleno

OM YE DHARMA HETU PRABHAWA
HETUN TESHEN TATHAGATO
HAYA WADE TESHEN TSA YO
NIRODHA EWAM WANDI
MAHA SHARAMANA YE SOHA

YungDrungBonNella cultura tibetana, sia buddhista, che bönpo, e nella medicina tibetana, esiste un mantra dell’interdipendenza, il TenNying, che evoca il principio universale di unione e dissoluzione dei cinque elementi che compongono la dimensione materiale e quella più sottile a livello spirituale, mettendo in movimento le concause che permettono l’esistenza di tutti i fenomeni visibili ed invisibili.

Secondo quanto descritto nel Tantra Radice di Sowa Rigpa, la materia medica tradizionale tibetana, esistono delle primarie e secondarie cause di malattia, e la dieta scorretta all’interno dell’Albero della Salute e della Malattia viene collocata nel secondo tronco, come terza foglia del secondo ramo, ovvero come una delle quattro secondarie cause di malattia.

2-cause-tree-of-healthy-unhealthy-body-state-in-Tibetan-MedicineCome già affrontato più volte su questo sito negli anni e nei corsi di formazione di Nutrizione Consapevole sul territorio: mangiare in modo sano ed equilibrato, anche se fondamentale non è sufficiente per garantire un buono stato di salute, la felicità e la lunga vita.

Secondo la Medicina Tradizionale Tibetana, le primarie cause di malattia sono: l’ignoranza, l’attaccamento o desiderio e la rabbia o avversione; mentre le secondarie cause di malattia sono: i cambiamenti stagionali, le provocazioni (inquinamento, virus, batteri, influenze energetiche negative di varia natura), la dieta e lo stile di vita (qualità del sonno e della vita sessuale, lo yoga, e l’attitudine quotidiana).

Pertanto, una volta preso in considerazione di interessarsi a sviluppare una conoscenza pratica riguardo le stagioni, gli alimenti che madre natura offre spontaneamente in momenti specifici dell’anno, siano essi frutta o verdura, erbe spontanee, erbe aromatiche, di molteplici colori e benefici nutraceutici e funzionali, di cui vitamine, sali minerali, amminoacidi, e soprattutto antiossidanti, probiotici ed enzimi, fondamentali per le funzionalità immunitarie del corpo umano, diventa poi una naturale conseguenza quella di cercare e seguire un maestro con un lignaggio da praticare per istruire la mente alle primarie cause di malattia, grazie alla meditazione e la consapevolezza nell’etica universale fondata sulla compassione, la gentilezza e l’entusiasmo altruistico come insegnano molti maestri in molteplici culture spirituali del mondo, nella fattispecie nel Buddhismo, l’ Induismo e nello Yungdrung Bön.

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Immagine tratta dal libro “The Tibetan Book Of Health – Sowa Rigpa, the Science of Healing” del Dr. Nida Chenagtsang

Ogni stagione offre precisamente alcuni alimenti, che per interdipendenza coincidono con le necessità fisiologiche dei cambiamento del nostro corpo.
Ogni cosa che esiste è composta di cinque elementi, ed ogni stagione porta con sè uno dei cinque elementi. Ogni elemento a sua volta porta con sè delle qualità. Ogni organo vitale nel nostro corpo, sia esso cavo o pieno, è formato dalle qualità dei cinque elementi. Così come i reni e la vescica sono organi legati all’elemento acqua, lo stomaco e la milza lo sono legati alla terra, il fegato e la cistifellea al fuoco e i polmoni ed il colon al vento. Cuore e mente sono legati allo spazio.

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“Il mio desiderio è che la Medicina Tibetana possa diffondersi come la spaziosità infinita del cielo allo scopo di produrre beneficio a tutti esseri senzienti”
— Yuthok Yonten Gonpo il giovane (XII sec. a.C.)

Yuthok Yonten Gonpo il giovane, un medico ngakpa (praticante laico) tibetano vissuto nel tredicesimo secolo ha raccolto tutte queste conoscenze antiche e le ha trascritte in Quattro Tantra, libri le cui pagine trapelano una tale saggezza e amore che lo resero il più importante medico della sua epoca, in quanto oltre a prendersi cura delle persone malate, aveva realizzato anche una profonda consapevolezza che gli permise di riassumere le più importanti pratiche spirituali in un lignaggio (Yuthok Nyingthig) al fine di aiutare più persone possibili guidandoli verso una maggior consapevolezza verso le primarie cause di sofferenza e malattia.

Senza compassione, altruismo e saggezza, principi etici universali, diventa molto difficile purificare la sofferenza causata dalle afflizioni emotive che viviamo nella vita, e risultano fondamentali anche per realizzare noi stessi e un’idea di società composta da individui che oltre a stare in salute si aiutano a vicenda per ottenere la felicità e sostenersi nella malattia.

Partendo da se stessi e la propria famiglia, fino a coloro che ci sono vicini, come gocce in un oceano senza fine. Yuthok Yonten Gonpo morì a 120 anni e realizzò il corpo d’arcobaleno, trasformando il suo corpo in pura luce, che è la massima realizzazione spirituale. Fu un uomo che dedicò ogni azione di mente, corpo e parola al benessere di tutti gli esseri senzienti.

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29541987_10157386591962907_2999739924010873424_nQuesti insegnamenti di Yuthok sono giunti all’epoca moderna grazie ad una trasmissione orale ininterrotta, di maestro in allievo per secoli, oggi preservati dal Dr. Nida Chenagtsang (medico e ngakpa), il quale con instancabile generosità e grande chiarezza, ha dedicato gran parte della sua vita a divulgare queste conoscenze in quasi quaranta paesi del mondo, grazie anche alle capillari attività nei centri sparsi in ogni continente della Sorig Khang International, Fondazione per la Preservazione della Medicina Tibetana.

Armonizzare, unire, rendere equilibrato qualsiasi elemento della nostra vita è una necessità che cerchiamo tutti quanti. Cogliere l’opportunità di ogni stagione per colorare i nostri palati di sapori, i nostri organi di benefici, cominciando dal piatto in cui mangiamo, utilizzando le materie prime che ci offre la terra in quel momento, diventa molto importante.

In questo modo diventerà quasi un gioco occuparci di noi stessi e prenderci cura della nostra salute o curare la nostra malattia.

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Farro con carota, porro, asparagi, cavolo cappuccio, fiori di timo e dragoncello

La cucina stessa potrà diventare così la nostra seconda stanza di meditazione.

Il nostro altare diventeranno i fornelli, sui quali cucineremo la nostra prima medicina per il corpo: il cibo.

Il nostro yoga diventerà visualizzare che le sostanze presenti in quel cibo una volta trasformate e diventate parte delle attività biologiche del nostro corpo nella fase digestiva, contribuiranno a renderci forti e in salute e quindi in grado di prenderci cura anche della nostra famiglia e di tutti coloro che soffrono per differenti cause.

Grazie a questo impareremo a coltivare l’arcobaleno e la sua manifestazione nei cinque elementi, colorando la nostra mente ed il nostro corpo: nutrendoli di luce.
La luce della consapevolezza per la mente ed i colori della natura per il corpo.

Alexander Pincin

 

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