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Cordyceps Sinensis: gli straordinari effetti farmacologici del fungo-bruco

20151219_GMP002_0Nell’ambito della medicina naturale: la micoterapia è quella scienza che si occupa dello studio dei funghi ad effetto farmacologico. Alcuni esempi di famosi funghi dall’interessante e variegato effetto farmacologico vi sono il Reishi (Ganoderma Lucidum), lo Shiitake, il Maitake ecc..

Il Ophiocordyceps sinensis (più semplicemente noto come Coryceps Sinensis), o Yartsa gunbu (come lo chiamano i tibetani) oppure DongChong-XiaCao (come lo chiamano i cinesi, ovvero “verme invernale-erba alla luce del sole”) è un fungo molto più particolare e dalle proprietà farmacologiche straordinarie.

Il Cordyceps Sinensis si trova in Tibet e nelle praterie dell’altopiano dello Qinghai a Sud-Ovest della Cina, tra i 3000 ed i 5000 metri di altitudine. Attualmente viene coltivato in laboratorio, in quanto la sua specie ha rischiato di andare in via d’estinzione.  Usato per millenni sia nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese) che in MTT (Medicina Tradizionale Tibetana), prima dagli sciamani mongoli e tibetani (dello Zhang-Zhung) e poi dagli imperatori cinesi, rientra nella lista dei più importanti rimedi naturali utilizzati oggigiorno in nutraceutica, fitoterapia, naturopatia ed erboristeria a livello mondiale.

Zurkhar Nyamnyi Dorje, ngakpa (praticante laico non-monastico tantrico Vajrayana o Buddhismo tibetano) e amchi (medico), nella sua breve ma realizzata esistenza (1439-1475) scrisse quello che rimane il più importante trattato sui benefici farmacologici del Cordyceps Sinensis noto come “Un oceano dalle eccellenti e afrodisiache qualità” .

In accordo al testo gSo-rig Kuns ‘Dus, è nato da Rigzin Phuntsok e dalla figlia di Kunkyen Tashi Namgyal nell’anno della Pecora di Terra. Ha studiato la filosofia buddhista e la medicina dal molti celeberrimi studiosi dell’epoca. Da ragazzo ebbe un sogno lucido in cui Yuthok Yonten Gonpo il giovane gli disse “Tu devi pulire i Quattro Tantra (rGyud-bZhi) e lo Yuthok Nyingthig” (fonte: sowarigpajournal.com) ed a 16 anni, scrisse il Manngag-Jewa-Ringsel (Istruzioni Essenziali delle Reliquie Preziose) ed altri trattati. Fu il fondatore della tradizione medica tibetana Zurlug, molto vicina alla Yuthok Lug. Più tardi il suo nipote Zurkhar Lodoe Gyalpo scrisse un commentario sul rGyud-bZhi chiamato Mepoi Zal-lung (Istruzioni Orali dei miei Antenati). (fonte: http://www.men-tsee-khang.org/tibmed/tibhistory.htm)”

La vita di questo fungo parassita è atipica.  In inverno le sue spore trasportate dal vento finiscono per infettare le larve di una specie di falena. Tale larva per proteggersi dal freddo va a riposare sotto terra in attesa della primavera. Il clima umido e freddo mantengono uno stato silente delle spore che entrano in uno stato simbiotico obbligato, fino a quando nei pressi dell’equinozio di primavera, con l’aumento della temperatura si “attivano” e “divorano” il corpo delle larve dall’interno, continuando a crescere facendo spazio tra gli organi vitali della larva, fino ad ucciderla, lasciando però intatto l’esoscheletro, e sviluppando uno stelo marrone che spunterà fuori dalla larva e dal terreno per circa cinque centimetri. Ecco perchè il nome dato dai cinesi “verme invernale-erba alla luce del sole”.

La parte visibile dello stelo viene poi raccolta in maggio, soprattutto nella contea di Deqen, al confine tra lo Yunnan ed il TibetIl vero rimedio farmacologico risiede nel corpo del bruco, in quanto ricettacolo di una complessa attività enzimatica di carattere fungino.  (link del video di approfondimento dell’intervista a John Holliday della Aloha Medicinals).

Storicamente, gli autoctoni sono stati disposti a pagarlo molto per possederlo, ed ogni grammo di Cordyceps veniva spesso venduto per un valore più alto di quello richiesto per un grammo d’oro. “Il prezzo di mercato di questo fungo è molto alto, a causa della sua rarefatta manifestazione e formazione in natura, inoltre per trovarlo e raccoglierlo ci vogliono tenacia e un occhio osservatore perché il fungo-bruco ha lo stesso aspetto di un certo tipo di erba dove i funghi-bruco si formano, per cui vanno riconosciuti in grandi distese di praterie alpine.”

 

 

Il Cordyceps oltre ad essere rinomato in Estremo Oriente, ha all’attivo centinaia di studi pubblicati in PubMed, ed è riconosciuto per le sue molteplici proprietà a vantaggio della salute e benessere psicofisico, una vera panacea, più cara dell’oro. Il Cordyceps sinensis contiene molteplici principi attivi, tra cui i più noti sono la cordicepina, l’acido cordicepico e l’ adenosina.

Secondo gli esperti, l’assunzione di Cordyceps sinensis ha i seguenti benefici:

  • tonico energetico, nei confronti dei reni, combatte gli stati di convalescenza fisica, ed incrementa l’energia e le performances sportive e sessuali (dichiarato nelle pubblicazioni di Georges M. Halpern)
  • antinfiammatorio, nei confronti di fegato, vescica e reni
  • stimola le ghiandole surrenali e la produzione di serotonina con effetto antidepressivo e combatte l’insonnia
  • ha effetti benefici contro l’infertilità sia maschile che femminile, e dell’ impotenza maschile
  • nella donna porta equilibrio nel ciclo mestruale in caso di menorragia
  • migliora fino al 40% in più l’utilizzo dell’ossigeno da parte delle cellule di tutto l’organismo
  • immuno-modulatore, rimette in equilibrio la risposta immunitaria tra le cellule pro-inflammatorie e quelle anti-inflammatorie
  • migliora le funzioni del miocardio, previene infarti ed ictus
  • incrementa del 28% la produzione di ATP (adenosina trifosfato) a livello mitocondriale, migliorando le prestazioni sportive di sforzo e resistenzaNel 1993, la Chinese National Games sottopose questo fungo all’attenzione delle autorità sportive internazionali.
  • anti-ossidante, grazie al contenuto di germanio, selenio e beta-glucani
  • protegge il cervello dalle ischemie
  • immunostimolante, migliora le funzionalità della microflora del microbiota intestinale e del sistema immunitario
  • antivirale, anche contro il Papilloma virus (HPV) e HIV (AIDS)
  • anti-aging (anti-senescenza), incrementa il rinnovo cellulare
  • protegge il fegato dalle epatiti, in particolare (Epatite B e C), e migliora le funzionalità di detossificazione epatica. “Prove cliniche con integrazione di Cordyceps, implicanti 33 pazienti affetti da epatite B e otto pazienti affetti da cirrosi epatica, hanno evidenziato un miglioramento pari al 71.9% nel test di torbidità del timolo e del 78.6% nel test SGPT; trattasi di test enzimatici indicanti cambiamenti nelle funzioni epatiche.” (Richard Alan Miller, fisico ed erborista)
  • ipocolesterolemizzante, e ipoglicemizzante (abbassa colesterolo e glicemia). Quattro studi hanno dimostrato che il Cordyceps sinensis può abbassare dal 10 al 21% gli LDL (il colesterolo cattivo) di cui dal 9 al 26% di trigliceridi contribuendo al contempo ad elevare di circa il 30% gli HDL (colesterolo “buono”).
  • detossificante da metalli pesanti e inquinanti di altra natura assorbiti dal nostro organismo con l’alimentazione e la respirazione
  • anti-cancro, arresta l’apoptosi cellulare
  • aumenta del 40% l’assorbimento dell’ossigeno cellulare, migliorando le funzioni respiratorie dei bronchi, e riesce anche ad avere un effetto di depurazione delle cellule polmonari affette da inquinamento da fumo di sigaretta

Inoltre il Cordyceps sinensis contiene tutti gli amminoacidi essenziali, e molti oligo-elementi come la vitamina E, D e la K2, la B1, B2, B3, B6, B9, B12, ferro, manganese, lo zinco e rame.

Alexander Pincin

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