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Nutrire e conservare la vita. [Come cucinare se stessi. Parte II]

Mela, pera, banana… ceci, fagioli.. cicoria, barbabietola, zucca e lattuga… quinoa, riso e farro… questi noi li chiamiamo cibi. Mentre pensiamo al cibo non pensiamo mai al fatto che i pensieri stessi siano una forma di cibo. Le emozioni, come alimenti dell’esperienza di vita. Lo stomaco che digerisce il bolo alimentare lo conosciamo tutti, collocato tra il fegato, la cistifellea, i polmoni, il pancreas e l’intestino.

Lo stomaco che digerisce le emozioni?  E’ un altro o è forse lo stesso? Come funziona la digestione delle emozioni?

Scienziati molto noti come Karl Pribram e Candace B. Pert hanno dimostrato che il cervello umano è un lettore di immagini olografiche, e che c’è una diretta correlazione tra la psiche e l’organo. Ciò significa che quando viviamo un’esperienza di qualcosa di traumatico o di felice, esso assume un’influenza di carattere psico-fisico cioè toccando sia la psiche che lo stato cellulare del nostro corpo. L’universo è un luogo in cui vige la legge dell’interdipendenza causale. Ogni cosa dipende da un’altra. Ogni cosa è collegata ad un’altra.

Come tante onde in un grande oceano, tutto ciò che facciamo e pensiamo incide sulla nostra esistenza. ha un’influenza verso le persone con cui interagiamo quotidianamente.

Ad esempio, in che modo il passato incide sul nostro presente?

Quando pensiamo ad un accaduto già passato esso ha un’influenza sul nostro corpo.
Attiva neurotrasmettitori che cambiano il battito cardiaco, la condizione fisiologica del fegato. Emozioni come rabbia e tristezza, abbassano il sistema immunitario. Questo è evidente. Lo percepiamo mentre lo viviamo. Una persona triste è sempre più stanca di una persona felice. Diventare più consapevoli su questi aspetti della vita permette di attivare la capacità di autoguarigione dall’interno del nostro cuore.
Dunque diventa necessario cambiare la prospettiva di ciò che viviamo. Cercare di vedere le cose in modo differente. Nulla accade per caso. Assolutamente nulla.

Imparando a guardare al passato, non con l’ottica di ciò che ti ha fatto soffrire, ma che ti ha insegnato qualcosa, ti renderai conto a distanza di tempo di quanto possa essere perverso talvolta credere che nel presente esistano negatività, in verità esistono un insieme di infinite paure e rifiuti che produciamo con i nostri pensieri, proiettando nel mondo esterno l’idea che ci sia qualcosa di distruttivo.

Nulla di ciò che ci accade ha lo scopo di abbatterci, perchè è nella natura delle cose quello di ascendere.

Le stagioni ed il ciclo circadiano sono specchi dei cambiamenti che avvengono anche dentro di noi, le trasformazioni perpetue in divenire che accadono attimo dopo attimo fuori e dentro di noi. L’errore comune sta nel percepire le vicissitudini quotidiane come massi imperiosi sulla nostra testa, e perchè non vederli invece come i mattoni più grossi che ci conducono al cielo ? Tuttavia, ogni singola cosa già avvenuta, non è sulle tue spalle ma bensì sotto ai tuoi piedi, dietro di te, e solo quando scegli di camminare sulle pietre che hanno composto la tua vita sino ad ora, inizi davvero a renderti conto di essere più vicino al cielo di quanto credessi. Lassù non c’è solo il ricordo di qualcuno che è morto, ma c’è anche il traguardo di ciò che sarai in futuro, procedendo innanzi al tuo destino.

L’esperienza di vita m’ha insegnato che esistono alimenti in grado di cambiare lo stato biochimico del corpo, alcalinizzandolo, nutrendolo, detossificando, e rafforzandolo. Ed ogni stagione ha i suoi.
Ma, esistono alcuni cibi ancor più importanti, ancor più nutrienti, non riscontrabili in nessun orto, in nessun ristorante o supermercato. Sono i cibi della consapevolezza: quelli nutrono la vita stessa.

Il cibo che nutre il futuro si chiama gratitudine mentre ciò che sazia il passato è il perdono.

Ciò lo scopri attraverso la vita stessa. Aprendo semplicemente il cuore a te stesso, e alle persone che incontri. Tutto ciò che accade nella vita ha una ragione, e quella ragione va appresa attraverso l’esperienza della vita. Bisogna ricordarsi di essere sempre grati per tutto ciò che ci accade, anche per le questioni più tragiche, perchè hanno lo scopo ultimo di farci conoscere aspetti dell’amore più grandi di quanto siamo abituati a pensare.

6a00e5529a0394883401347fdd83ad970cCome l’uovo in camicia in cima ad un grumolo di spaghetti,

l’amore è quell’alimento segreto,
che quando viene inciso l’albume o difesa dell’ego a metà,
fuoriesce il rosso cuore cremoso,
a bagnare ed insaporire tutta la pietanza sottostante: la vita.

– Alexander Pincin

Quest’articolo è il seguito de La vita come una cucina.

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